Questo sito nasce dal mio personale desiderio di divulgare e dare modo a chi lo volesse, di prendere fede in Myo-Ho-Renge-Kyo, ovvero la Legge Mistica del Sutra del Loto.
A seguire riporto un estratto da una mail ricevuta con la risposta data per approfondire insieme l’argomento trattato in data 25/01/2011 nella sezione "Riflessioni sul Gosho", ovvero “La pratica dell’insegnamento del Budda”
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Grazie per la mail. Mi dai lo spunto per fare delle puntualizzazioni e chiarire la mia posizione.
Non mi ritengo né estremista né fondamentalista (inteso come nell'accezione comune del termine e non del suo vero significato). Quando uso dei toni severi lo faccio solo nei confronti di chi
desidera percorrere la strada del buddismo ma stupidamente lo fa ignorando l’insegnamento del Budda stesso.
Nei confronti di chi pratica altre religioni o di chi non crede a nulla ho il massimo rispetto anche se non ne condivido la scelta. Anzi, per assurdo, molti dei miei migliori amici non sono
buddisti. Ho dei buonissimi amici cattolici professanti e non, musulmani ed agnostici.
In compenso tutti gli amici membri della Soka Gakkai, fatta eccezione per un paio di cari amici anch'essi ormai fuori dalla Soka Gakkai, da quando cominciai ad esporre i miei dubbi sull’istituto
mi hanno tutti voltato le spalle! Forse non sono poi così aperti e democratici come si dichiarano!
Quindi, con le mie riflessioni, mi rivolgo principalmente ai buddisti o cosiddetti tali, invitandoli ad approfondire la conoscenza del buddismo cercando di seguire le parole del Budda e non
quelle di falsi maestri.
Per sottolineare quanto detto nella riflessione in oggetto voglio citare un altro famoso brano di Gosho: «I brahamani affermavano che il Budda offriva una sola strada all'illuminazione,
mentre loro ne avevano novantacinque. Allo stesso modo, i discepoli rinnegati dicono che Nichiren è il loro maestro, ma che è troppo rigido ed essi propagheranno il Sutra del
Loto in modo più flessibile1. Sono ridicoli, ridicoli come la luce della lucciola che ride del sole e della luna, come il formicaio che guarda
dall'alto in basso il monte Hua, come una pozzanghera che disprezza il grande mare o come una gazza che prende in giro la fenice cinese» (da “Lettera da Sado” - Gli Scritti di Nichiren
Daishonin, vol. 4, pag. 83).
Per praticare il Buddismo occorre fare un passo in dietro ed un bagno di umiltà, mettere da parte le nostre convinzioni errate che sono anche la causa della nostra situazione, e rimettersi alle
sagge parole del Budda scartando i nostri preconcetti e le teorie di maestri che non sono in accordo con le parole del Budda. Solo così potremo spezzare le catene del karma.
Leonardo Vinci
Note:
1. Bisogna fare molta attenzione perché nella nuova edizione dei Gosho pubblicata dall’IBISG, la parola “flessibile” della frase citata in questo Gosho è stata sostituita con la parola “tranquillo”. La stessa cosa è stata fatta nella nuova edizione in lingua inglese edita dalla SGI dal titolo “The Writings of Nichiren Daishonin” dove la parola “flexible” è stata sostituita dal termine “peaceful way”. Il significato cambia totalmente in quanto “propagare in modo flessibile” significa apportare degli adattamenti all’Insegnamento per poterlo propagare facilmente, mentre “propagare in modo pacifico” non comporta nessun tipo di adattamento dell’Insegnamento ma ne denota la modalità pacifica dell’azione di propagazione.
È lampante che Nichiren non può aver affermato che i suoi discepoli sono rinnegati perché hanno propagato l’insegnamento in modo pacifico, visto che non ha mai adottato ne ha mai chiesto di adottare metodi “non pacifici” nella propagazione.
Rimane invece logico che voglia definire rinnegati i suoi discepoli che propagano il Sutra del Loto in modo flessibile, ovvero adattandolo e modificandone l’insegnamento a seconda dell’esigenza. E guarda caso è proprio quello che ha fatto la Soka Gakkai con la nuova bizzarra traduzione del testo di questo Gosho!
Suggerisco quindi di prendere in considerazione la vecchia edizione dei Gosho, Ovvero "Gli Scritti di Nichiren Daishonin" che è molto più corretta della nuova, grazie all'accurata traduzione effettuata confrontando le versioni in lingua Giapponese ed Inglese, operata dalla compianta Amalia Miglionico (detta Dadina) che fu la più grande esperta italiana di Gosho nonché profonda conoscitrice della lingua e della cultura Giapponese.