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Questo sito nasce dal mio personale desiderio di divulgare e dare modo a chi lo volesse, di prendere fede in Myo-Ho-Renge-Kyo, ovvero la Legge Mistica del Sutra del Loto.

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Commento sul Capitolo 2 del Sutra del Loto (prima parte)

La prima parte del capitolo “Espedienti” (方便 Hoben) è uno dei passi più importanti del Sutra. Infatti nelle maggiori scuole nichireniste questo brano fa parte della pratica quotidiana (Gongyo) e viene recitato insieme alla parte in prosa del 16° capitolo “Durata della vita del Tathagata” (寿量 Juryo).

 

Shakyamuni in questo brano del Sutra si rivolge spontaneamente a Shariputra. Shariputra era uno shravaka (聲聞 shomon o “ascoltatore della voce”); era conosciuto come il più saggio tra tutti i discepoli di Shakyamuni.

Il Budda gli dice che, grazie alla saggezza acquisita con le innumerevoli pratiche svolte nelle innumerevoli vite vissute seguendo altri Budda, si era potuto risvegliare alla grande Legge. E da quando aveva conseguito la Buddità aveva esposto ampiamente i suoi insegnamenti servendosi di innumerevoli espedienti, in base alla capacità di comprensione delle genti, per indurle a rinunciare ai loro attaccamenti. Ma questa grande Legge, sconosciuta a tutti, è difficilissima da comprendere, al punto che solamente i Budda hanno questa capacità. I comuni mortali addirittura, non potendone percepire neanche l’esistenza, non potrebbero mai neanche fare domande in riguardo. Ed è per ciò che in questo capitolo Shakyamuni inizia a parlare spontaneamente, senza che qualcuno, o anche lo stesso Shariputra, gli rivolga una domanda. Siccome nessuno avrebbe mai fatto domande su questa grande Legge, essa sarebbe rimasta taciuta per sempre. Questa è una particolare eccezionalità nel comportamento del Budda che normalmente parla solo a seguito delle domande poste dai suoi discepoli per soddisfarne il desiderio di conoscenza. Ma dal momento che lo scopo principale del Budda era far sì che tutti potessero conoscere e comprendere la grande Legge per poter accedere al mondo di Buddità, decide di rivelare il meccanismo della vera entità di tutti i fenomeni, i cosiddetti Dieci fattori della vita (十如是 Ju-nyoze):

 

      1. Aspetto (如是相 nyoze-so);

      2. Natura (如是性 nyoze-sho);

      3. Entità (如是體 nyoze-tai);

      4. Potere (如是力 nyoze-riki);

      5. Azione (如是作 nyoze-sa);

      6. Causa interna (如是因 nyoze-in);

      7. Relazione (如是緣 nyoze-en);

      8. Effetto latente (如是果 nyoze-ka);

      9. Retribuzione (如是報 nyoze-ho);

      10. Coerenza dall’inizio alla fine (如是本末究竟等 nyoze-honmatsu-kukyoto).

 

 

I Dieci Fattori sono la caratteristica immutabile comune a tutti i fenomeni mutevoli della vita e che quindi permeano tutti i Dieci Mondi. Sia il mondo d’Inferno, sia quello di Buddità, ed anche qualsiasi altro dei Dieci Mondi.

I primi tre Fattori vengono anche definiti come le Tre Verità (san-tai): ke-tai, ku-tai e chu-tai.

 

L’Aspetto (ke transitorietà) indica il modo materiale in cui il fenomeno si presenta;

 

la Natura (ku non sostanzialità) riguarda la caratteristica di tale fenomeno che non è percepibile nel mondo fenomenico. Spesso ku viene tradotto come “vuoto”, ma in realtà ku indica lo stato “potenziale” che non può essere definito né come esistenza né come non-esistenza, mentre “vuoto” definisce uno stato ben specifico e questo può indurre a fraintendimenti. Questo fraintendimento potrebbe derivare da un azzardato accostamento della scienza moderna che sostiene la teoria dell’antimateria paragonando l’Aspetto alla materia e la Natura all’antimateria. Invece nel buddismo l’Aspetto è l’aspetto mutevole del fenomeno e la Natura la sua caratteristica eternamente immutabile;

 

l’Entità (chu) è il fattore che unisce Aspetto e Natura (ke e ku); non è percepibile in sé ma è l’essenza dell’unione di Aspetto e Natura senza la quale ogni fenomeno non avrebbe continuità ma apparirebbe come transitorio e casuale. Chu, che significa “Via di Mezzo”, a volte è manifesta (con l’unione di ke e ku), a volte è latente (con la separazione di ke e ku) ma in ogni caso è sempre esistente.

 

Il Potere è l’energia inerente alla vita, grazie alla quale si può compiere l’Azione.

 

L’Azione riguarda ogni atto che esprime il Potere (pensieri, parole, azioni).

 

La Causa interna include simultaneamente l’Effetto latente relativo ad essa.

 

La Relazione è il collegamento della vita individuale al suo ambiente e quindi alle influenze esterne che permettono di porre delle cause e riceverne gli effetti.

 

L’Effetto latente è simultaneamente presente nel momento in cui è generata la relativa Causa interna e si manifesta non appena le condizioni esterne (Relazione) lo permetteranno (Retribuzione).

 

La Retribuzione è la concretizzazione dell’Effetto latente che si manifesta successivamente all’Azione che ha simultaneamente generato la Causa interna e l’Effetto latente.

 

La Coerenza dall’inizio alla fine è il fattore che congiunge gli altri nove. Potremmo anche definirlo “Concatenazione dal primo all’ultimo” fattore in un ciclo infinito, eterno.

 

 

Leonardo Vinci

 

(fine prima parte)

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