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Questo sito nasce dal mio personale desiderio di divulgare e dare modo a chi lo volesse, di prendere fede in Myo-Ho-Renge-Kyo, ovvero la Legge Mistica del Sutra del Loto.

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L’Oggetto di Culto

L’Oggetto di Culto nel Buddismo di Nichiren Daishonin viene riconosciuto dalle maggiori scuole – ma principalmente dalla Fuji e quindi dalla Soka Gakkai che si rifà ad essa – nella pergamena raffigurante il Mandala di Nam-myoho-renge-kyo. L’Oggetto di Culto viene indicato anche col termine giapponese Gohonzon o Honzon (御 “go” è un titolo onorifico e 本尊 “honzon” significa appunto oggetto di culto).
Per chi ha iniziato a praticare nella Soka Gakkai viene spontaneo pensare che il Gohonzon sia indispensabile per effettuare una pratica corretta poiché nella linea della Scuola Fuji il Dai-Gohonzon è considerato il Tesoro della Legge. Essendo i “Tre Tesori” uno dei principi fondamentali del Buddismo è ovvio che per un membro della Gakkai è indispensabile venerare il Mandala di Myoho-renge-kyo riproduzione del Dai-Gohonzon della Nichiren Shoshu.
Ma tutto ciò, alla luce del Gosho, è una grossolana anomalia in quanto il Daishonin nei suoi scritti non ha mai indicato che per praticare correttamente bisognava necessariamente avere nel proprio altare il Mandala di Myoho-renge-kyo. È sì vero che esso rappresenta graficamente l’Oggetto di Culto di Mappo ma questo non significa che esso sia l’Oggetto di Culto stesso. Nichiren Daishonin inscriveva il Gohonzon per la protezione delle persone e lo faceva solamente in casi eccezionali e solo per coloro che avevano dimostrato una fede profonda e costante. Una testimonianza di ciò la si può trovare nel Gosho “Risposta a Nii-ama” (SND, 5, 15). A volte questi Mandala riportavano solamente la scritta Nam-myoho-renge-kyo oppure non vi comparivano tutti i personaggi e divinità per la rappresentazione completa di Ichinen-sanzen. In alcuni Gosho il Daishonin scrisse di riporre la fede in esso ma in altri diceva anche che il Gohonzon siamo noi stessi. Nel Gosho “La Torre Preziosa” (SND, 4, 211) Nichiren Daishonin scrisse: «Ora, l’intero corpo di Abutsu Shonin è composto dei cinque elementi universali di terra, acqua, fuoco, vento e ku. Questi cinque elementi sono anche i cinque caratteri del Daimoku. Perciò Abutsu-bo è la Torre Preziosa stessa, e la Torre Preziosa è Abutsu-bo stesso. Senza questa consapevolezza tutto il resto è inutile». Quindi se non siamo consapevoli che il Gohonzon siamo noi è del tutto inutile praticare davanti al Mandala di Myoho-renge-kyo. Invece recitare Nam-myoho-renge-kyo davanti ad un Mandala o davanti ad un tramonto o davanti ad un muro bianco o a qualsiasi cosa, ma con la piena consapevolezza che il Gohonzon siamo noi, ci permette di accedere al mondo di Buddità. Proprio come facevano i discepoli del Daishonin nella sua epoca che nel proprio altare non tutti avevano la pergamena con il Mandala di Myoho-renge-kyo ma più comunemente avevano le statue del Budda Shakyamuni e/o delle divinità buddiste e/o dei bodhisattva. Non vedo quindi perché oggi dovrebbe essere indispensabile avere la pergamena con la copia del Mandala di Myoho-renge-kyo per praticare correttamente! Ma qualche sospetto ce l'ho!
Nel Gosho “Il Vero Oggetto di Culto” (SND, 1, 235-236) Nichiren Daishonin rivela e descrive l’Oggetto di Culto valido per l’Ultimo Giorno della Legge. L’allegoria dei personaggi – Budda, divinità, bodhisattva, ecc. – stanno a rappresentare Ichinen-sanzen che è presente e si manifesta nella nostra vita e nel nostro ambiente in ogni istante. Dice: «I cinque caratteri di Nam-myoho-renge-kyo, il cuore dello honmon del Sutra del Loto, non furono trasmessi nemmeno a Monju o a Yakuo e tanto meno ad altri bodhisattva minori; il Budda li trasmise soltanto negli otto capitoli quando convocò i bodhisattva della Terra. Questo oggetto di culto è descritto nella cerimonia di trasmissione nel modo seguente: «Nell’aria sopra il mondo saha, Nam-myoho-renge-kyo appare al centro della Torre Preziosa con i Budda Shakyamuni e Taho seduti a destra e a sinistra, affiancati dai quattro bodhisattva della Terra guidati da Jogyo. Attorno a loro si trovano Monju, Miroku e i seguaci dei quattro bodhisattva della Terra. Tutti gli altri bodhisattva di shakumon e di altri mondi prendono posto più in basso, come cittadini inginocchiati alla presenza di nobili e di alti ministri. I Budda convenuti dai mondi delle dieci direzioni dell’universo restano tutti a terra, mostrando che sono solo manifestazioni del Budda eterno e che le loro terre sono transitorie, non eterne e immutabili». Tale oggetto di culto non si trova in più di cinquant’anni di predicazione e anche negli otto anni [in cui il Budda predicò il Sutra del Loto] lo rivelò soltanto in otto capitoli. Durante i due millenni del Primo e Medio giorno della Legge, si facevano statue raffiguranti Mahakashyapa e Ananda a fianco del Budda Shakyamuni che predicava l’Hinayana, o raffiguranti Monju e Fugen a fianco del Budda che predicava il Mahayana provvisorio, il Sutra del Nirvana e lo shakumon del Sutra del Loto. Anche se durante i due millenni furono erette statue e immagini del Budda Shakyamuni, non ne fu fatta nessuna del Budda del capitolo Juryo. Solo nell’Ultimo giorno della Legge apparirà la rappresentazione di quel Budda». (“Il Vero Oggetto di Culto” - SND, 1, 235-236).
È quindi una “rappresentazione di quel Budda” e non il Budda stesso e lo dice il Daishonin in persona! Con questo vorrei rassicurare chiunque sia preoccupato di come fare a praticare senza Gohonzon poiché il Gohonzon, come dice il Daishonin, siamo noi stessi.


Leonardo Vinci

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